Il Savinajoki, in finlandese joki é il fiume, lo avevamo scoperto a ottobre dell'anno scorso. Eravamo entrati nel parco di Oulanka, nella zona del grande canyon, e lo avevamo raggiunto dopo un kilometro a piedi nella taiga. L'impressione che ne avevamo avuto era stata talmente positiva che era stata presa la decisione di esplorarlo ad agosto di quest'anno. Lo abbiamo fatto ieri con i nostri amici Rita, Giuseppe e Antonio. Il fiume é stupendo con un'acqua limpidissima e una ricchezza di vita notevole: vi vivono trote, temoli, lucci, persici reali e coregoni. La lontra é regina assoluta. Le foto di Patrizia, la prima é in B&N, ne mostrano una parte verso il confine russo molto calma e solenne. Poco dopo con leggeri salti di livello il Savina fa un'ampia curva, lambisce con forza un kallio, un roccione a strapiombo e scivola verso il mitico Oulanka, il grande fiume che da il nome al piú famoso parco nazionale della regione. Ma il Savina ha una particolaritá che lo rende interessante ai nostri occhi. Mentre i 3 fiumi del Koillismaa, il Kusinki, il Kitka e l'Oulanka, nascono tutti in Finlandia, il Savina nasce in Russia, entra prepotentemene nel parco e diventa affluente per poi rientrare in Russia. E' un dono della natura perché offre un notevole apporto di acque potabili e ricchissime di biodiversitá. Ancora una gioia per i nostri occhi.
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mercoledì 29 agosto 2012
domenica 2 ottobre 2011
Nuove scoperte 2: salpalinja
Una strada bianca che mette in comunicazione la statale 5 nord e la cittadina di Hautajarvi. La strada percorre foreste, lambisce laghi, praterie, il fiume Oulanka. A un tratto dal bosco emergono enormi pietre come fossero menhir preistorici. E invece la spiegazione é in un cartello per fortuna bilingue. Si tratta della salpalinja. la fortificazione lunga 1300 kilometri che avrebbe dovuto difendere i finlandesi da una possibile invasione dell'armata rossa sovietica. Ci misero 4 anni in 35 mila, dal 1940 al 1944 e iniziarono dopo la guerra d'inverno del 1939 quando la cavalleria finnica si scontró con i carriarmati russi. Furono spaccate pietre enormi e innalzate per impedire il passaggio dei tanks. Non ne sapevamo nulla. Oggi i resti di questa fortificazione sorgono ancora un po' ovunque, lungo il confine est fin oltre il circolo polare artico, passando anche abbastanza vicino alla nostra casa.
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