Fanno parte del gioco
le intrusioni
tra il falso
e il vero
così duplico i colori e le forme
e invento il nome nuovo
come fosse un'eruzione
in un pleistocene seriale.
Lascio che si compia
il rito
della dea Vulcania
e dei suoi amanti
le intrusioni
tra il falso
e il vero
così duplico i colori e le forme
e invento il nome nuovo
come fosse un'eruzione
in un pleistocene seriale.
Lascio che si compia
il rito
della dea Vulcania
e dei suoi amanti
Negli anni passati a metà marzo poteva fare anche -20 tranquillamente e, con ormai tantissime ore di sole,
neve perfetta da sciare di fondo ovunque...I negazionisti del clima si facciano l'esame di coscienza e si
guardino intorno: sono in buona compagnia con tutti i peggio del mondo a partire dal pazzo che vuole il
Nobel per la pace, straparla e lancia superbombe senza sapere cosa fare veramente
sulla riva schiudono le larve
e cantano le rane
sotto il pelo
del lago.
Si vedono fuochi e nebbie
si sentono i canti delle gru
si prepara la luce
del nuovo giorno
con calma
perchè tutto ricominci come deve
quella Sami
quella dei popoli del nord vero
stretto tra morse di vita
e follie
di tutti i pazzi del mondo:
Onore a voi
ai colori della vostra
storia
e cerco di attorcigliare
lo spazio intorno
ai frammenti di luci azzurre.
Ho bisogno di tempo
per capire dove sono finite
le pallide infiorescenze
dell'aconitum,
il fiore del giardino
perduto in un istante
formano scheletri
irriconoscibili.
Nel bosco
sento i colori
dei muschi
che si aggrappano
alle betulle cadute.
Eppure tutto è perfetto
e le rufe accumulano nidi
e nidi
per far bella e viva
la foresta.
la polvere
del pino silvestre.
Prima che cada a terra
rimane in piedi
morto.
E' il kelo dei taglialegna finlandesi:
ne tocco il fusto
senza più corteccia
e sento l'aria liscia
che gira intorno
poco oltre
i segni
della mia memoria:
incornicio negli occhi
le betulle del giardino
che hanno luci proprie
e mi impediscono
di rompere il silenzio